La richiesta irrinunciabile di Italcaccia Abruzzo di proroga chiusura stagione per tordi e beccacce

La richiesta irrinunciabile di Italcaccia Abruzzo di proroga chiusura stagione per tordi e beccacce

Beccaccia

La richiesta fatta alla Regione Abruzzo, all’assessore regionale Caccia e Pesca Emanuele Imprudente, è stata quella di prorogare il Calendario Venatorio della stagione 2019-2020, per il prelievo di tordi e beccacce.

Il motivo della richiesta è semplice: l’attività venatoria in effetti è iniziata in ritardo, per cui i giorni effettivi si sono ridotti. Ricorre infatti al solo 2 ottobre l’inizio delle attività venatorie in questione.

La sezione Abruzzo di Italcaccia, dichiara infatti: “Un periodo, a dir poco, limitato considerando che in questa regione la caccia ha avuto inizio lo scorso 2 ottobre e, fino a questo punto della stagione, la presenza di turdidi e scolopacidi in Abruzzo è stata pressoché nulla” e che “La situazione di conservazione della beccaccia si è quindi modificata in meglio e questo è avvenuto in un periodo in cui la specie è stata oggetto di caccia in Italia, Francia, Grecia, Spagna ed altri paesi mediterranei fino a date variabili fra il 20 gennaio e il 20 febbraio, ne consegue che la caccia protratta fino a queste date non ha pregiudicato in alcun modo la conservazione della specie. E lo stesso discorso va fatto anche per il tordo bottaccio (Turdus vhilomelos), il tordo sassello (Turdus iliacus) e la Cesena (Turdus vilaris)”.

A proposito, il presidente Italcaccia Abruzzo, Francesco Verì, aggiunge: “la normativa vigente (legge 157/1992 e L. R. 10/2004 art.54) prevede per queste tre specie, quale arco temporale di prelievo, il periodo compreso tra la terza domenica di settembre ed il 31 gennaio. Pertanto nell’applicazione della più conservativa delle ipotesi, prendendo a riferimento per le tre specie di turdidi, la terza decade di gennaio quale inizio della migrazione prenuziale ed applicando la sovrapposizione di una decade, consentita dal documento “Guida alla disciplina della caccia nell’ambito della direttiva 79/409/CEE sulla conservazione degli uccelli selvatici – Direttiva Uccelli selvatici”, la chiusura del prelievo venatorio proposta per le tre specie di turdidi al 31 gennaio, è in armonia con la direttiva 147/2009/CE “Uccelli”, la legge 157/92, la legge regionale 10/04, le nuove posizioni ISPRA, la posizione ISPRA e del Ministero sulla decade di sovrapposizione e le più recenti acquisizioni scientifiche sulla migrazione pre-nuziale delle specie”.

“Per questo”, conclude il presidente Verì, “è opportuno effettuare una modifica al Calendario Venatorio, autorizzando il prelievo di questi capi di selvaggina per un periodo che vada almeno oltre la chiusura delle specie sopra descritte (prevista attualmente per il 31/12) e comunque almeno sino al 31 Gennaio 2020”.


Aggiunge invece il presidente provinciale della sezione Italcaccia di Pescara, Gabriele Ermesino, che “Considerando gli impegni di lavoro, di famiglia, il maltempo e quant’altro, va a caccia non più di 4/5 volte all’anno, se teniamo presente che il costo per la licenza e degli altri adempimenti di legge, armamentario a parte, è di circa 500 euro, significa che si spende, grosso modo, 100 euro ad uscita. Un po’ troppo per una passione che qualcuno chiama sport, No?”.

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